Ieri ti ho raccontato i cloni di Adobe, oggi tocca a CapCut. Su GitHub è esploso Concat, un programma di montaggio gratuito e open source che si presenta senza giri di parole come la alternativa a CapCut “davvero gratis”: niente filigrana, niente account, niente abbonamento. In poche settimane ha superato le 3.800 stelle e i 340 fork, che per un editor video nato ad agosto è un risultato da far girare la testa. Il tempismo non è casuale: CapCut ha appena fatto lievitare i prezzi, e i creator se ne sono accorti al primo rinnovo.
Se hai letto il mio articolo sulle app ArtCraft, i cloni gratis di Adobe fatti con l’IA, lo schema ti sembrerà familiare. Cambiano il bersaglio e il pubblico: qui non si parla di Premiere e Photoshop, ma dell’app con cui mezza Italia monta Reel e TikTok.
Cos’è Concat, l’alternativa a CapCut nata su GitHub

Concat viene pubblicato ad agosto 2026 con il nome WolfCut, poi a inizio settembre cambia nome e diventa quello che è oggi. Dietro c’è uno sviluppatore indipendente che su GitHub si firma jub0t, più una comunità che segnala bug e propone modifiche. È scritto in Rust, un linguaggio di programmazione molto veloce, e lavora tutto in locale: i tuoi video non escono mai dal computer.
La lista delle funzioni sembra presa dal menu di CapCut:
- Sottotitoli automatici generati sul tuo PC con Whisper, il modello di trascrizione open source.
- Voce sintetica (text-to-speech) e clonazione della voce partendo da pochi secondi di registrazione.
- Rimozione dello sfondo senza green screen, per persone e oggetti.
- Keyframe su posizione, scala, rotazione, opacità e volume.
- Oltre 170 effetti, filtri, transizioni e animazioni di testo, con anteprima in tempo reale.
- Pulizia della voce con un interruttore: riduzione del rumore e volume livellato.
- Export fino a 4K a 60 fps, in H.264, HEVC e AV1, senza filigrana.
C’è anche una chicca da smanettoni: Concat si può comandare da script e da agenti di intelligenza artificiale tramite un’interfaccia chiamata MCP. In pratica, un assistente IA può aprire un progetto e fare tagli al posto tuo. Oggi è roba da nerd, tra un anno potrebbe essere il modo normale di fare un primo montaggio.
“Clonato” sì, ma in che senso?
Chiariamolo subito, perché il titolo fa effetto ma la realtà è più sottile. Concat non contiene il codice di CapCut e non ne usa logo o grafica. Ha clonato il lavoro che fai con CapCut: stesse funzioni, stessa promessa di semplicità, stessa disposizione a colpo d’occhio (risorse a sinistra, anteprima al centro, controlli a destra, timeline sotto). È la stessa differenza che c’è tra copiare una ricetta e rubare il ristorante.
La differenza con ArtCraft sta nei soldi. ArtCraft è un’azienda che regala le app e vende crediti per i suoi modelli IA. Concat no: si regge su donazioni via Patreon e criptovalute, e nel README lo sviluppatore lo dice chiaro, la sponsorizzazione prende il posto del piano a pagamento che non esiste e non esisterà. Nel repository c’è perfino una cartella di istruzioni per un assistente IA di programmazione: segno che, come per ArtCraft, l’IA fa parte dell’officina.
Perché tutti cercano un’alternativa a CapCut: i nuovi prezzi
Fino a poco tempo fa CapCut Pro costava 9,99 € al mese e la versione gratuita bastava per quasi tutto. Poi il listino è stato riscritto: il vecchio Pro è diventato Standard, è nato un nuovo Pro a prezzo più che doppio e quest’anno è arrivato anche Ultra, il piano pensato per chi genera video con l’IA. Ecco come stanno le cose oggi per chi si abbona da zero in Italia:
| Piano CapCut | Al mese | All’anno | Per chi è |
|---|---|---|---|
| Gratis | 0 € | 0 € | Export fino a 1080p, molti effetti e template bloccati |
| Standard | 11,99 € | 109,99 € | Pensato soprattutto per l’app su smartphone |
| Pro | 23,99 € | 199,99 € | Telefono, desktop e web, export 4K, suite IA completa |
| Ultra | 68,00 € | 779,00 € | Creator che usano molti crediti IA, 1 TB di cloud |
Due dettagli che cambiano il conto. Il primo: lo Standard è pensato per lo smartphone, quindi se monti su PC il piano che ti serve è il Pro. Con il mensile fanno 287,88 € l’anno, con l’annuale 199,99 €. Il secondo: Ultra non ha un listino unico, CapCut stesso dice che i prezzi variano per paese e canale d’acquisto, e spesso il primo mese è scontato prima di tornare a prezzo pieno. Prima di abbonarti, controlla il prezzo che ti mostra l’app.
Una buona notizia per chi ha già un abbonamento con rinnovo automatico attivo: secondo CapCut, il prezzo di rinnovo per gli utenti attuali non cambia. Il che, tradotto, significa una cosa sola: se disdici, non torni più al vecchio prezzo.
Concat è un programma da computer (almeno per ora)
Qui casca l’asino per tanti creator. Concat nasce e funziona davvero su Windows, macOS e Linux. Con l’ultima versione sono comparsi anche un file per Android e uno per iPhone e iPad, ma siamo all’abbozzo: su iOS si installa solo con il sideload (cioè fuori dall’App Store) ed è indicato come “da testare”, mentre su Android le note di rilascio parlano ancora di schermate iniziali con pulsanti che non potevano funzionare. Per il lavoro vero, oggi Concat è un software desktop.
Se monti tutto dal telefono, la tua partita resta tra CapCut e le alternative mobile. Ne ho parlato nel confronto Instagram Edits vs CapCut: Edits è gratis e per i Reel è già una valida via di fuga.
Requisiti per il computer, secondo la pagina del progetto:
- Minimo: processore a 64 bit dal 2013 in poi, 4 GB di RAM, 500 MB di spazio. La scheda video non è obbligatoria.
- Consigliato: 6 core o più, 16 GB di RAM per le timeline in 4K, una GPU compatibile e circa 2 GB liberi per tutti i modelli IA opzionali.
Come installare Concat su Windows e Mac
Concat è disponibile su GitHub, nella pagina Releases del repository, oppure dal sito ufficiale concatenate.pages.dev che ti propone direttamente il file giusto per il tuo computer. Scarica sempre da qui: tra copie modificate e siti “download gratis”, un programma popolare e giovane è l’esca perfetta per chi distribuisce malware.
Su Windows
- Apri la pagina Releases e scegli la versione segnata come Latest (al 13 ottobre è la 0.2.6). Evita la “Nightly”, che è la versione di prova ricompilata a ogni modifica.
- Nella sezione Assets scarica windows-x86_64-setup.exe. Se hai un portatile con processore Snapdragon, prendi invece la versione aarch64.
- Avvia l’installazione. Se Windows mostra un avviso perché l’app è poco conosciuta, clicca su “Ulteriori informazioni” e poi “Esegui comunque”, solo se il file l’hai scaricato da GitHub.
Su Mac
- Scarica macos-arm64.dmg se hai un Mac con chip M1, M2, M3 o successivi, oppure macos-x86_64.dmg se hai un Mac Intel.
- Apri il file .dmg e trascina Concat nella cartella Applicazioni.
- L’app non è firmata con un certificato Apple, quindi al primo avvio macOS potrebbe bloccarla. Prova con clic destro sull’icona e “Apri”. Se non basta, apri il Terminale e incolla questo comando:
xattr -dr com.apple.quarantine /Applications/Concat.app
Su Linux trovi pacchetti .deb, .rpm e AppImage: se usi Linux, sai già cosa farne.
Il primo avvio: scarica i modelli IA
Concat si apre senza chiederti né email né password: trascini le clip e inizi a tagliare. Le funzioni intelligenti però vanno attivate una volta sola dalle Impostazioni (l’icona a forma di ingranaggio), dove scarichi i modelli che ti servono:
- Sottotitoli: da 78 a 488 MB, a seconda della precisione che scegli. Per l’italiano parlato veloce conviene un modello medio o grande.
- Voce sintetica: 132 o 349 MB.
- Scontorno: 15 MB per le persone, 179 MB per gli oggetti, 40 MB per il pennello di ritaglio.
Dopo il download funzionano anche offline. Consiglio pratico: il primo progetto fallo con clip che hai già pubblicato, non con il Reel da consegnare stasera.
I limiti di Concat come alternativa a CapCut
Concat è in beta, e lo dice lui stesso: funziona, ma ha ancora spigoli. Ecco quelli che pesano di più per chi fa contenuti social.
Mancano le cose che rendono CapCut “da social”
- Nessuna libreria di musica, effetti sonori o video stock. È nella roadmap, ma oggi non c’è. Per chi vive di suoni di tendenza è il limite numero uno.
- Sottotitoli senza evidenziazione parola per parola, quella in stile karaoke che va tanto su TikTok. Anche la modifica del video partendo dal testo trascritto e la rimozione automatica di pause e “ehm” sono ancora da fare.
- Niente beat sync, auto reframe, chroma key né tracciamento di volti e oggetti. Tutto in lista, niente ancora pronto.
- Template sì, catalogo no. Puoi salvare un montaggio e riusarlo, ma non esiste ancora la vetrina di template della community che rende CapCut così comodo.
Stabilità: salva copie dei progetti
Lo sviluppatore ha pubblicato nel repository un audit interno del 23 settembre, ed è di una sincerità rara. Tra i problemi segnalati come critici: un progetto danneggiato poteva aprirsi vuoto e venire sovrascritto al salvataggio successivo, e 20 dei 23 modelli IA scaricabili non avevano un controllo di integrità del file. Nel frattempo sono uscite diverse versioni e alcune cose saranno state sistemate, ma la regola resta: tieni sempre una copia del progetto e dei file originali. Le versioni escono a ritmo serrato, il che è bello per le novità e meno per la stabilità.
Altri due appunti dallo stesso audit: l’accessibilità (lettori di schermo e simili) prendeva 2 su 10 e le traduzioni erano complete solo al 71% circa. L’italiano c’è, ma aspettati qualche voce di menu in inglese.
Copiare CapCut è legale? E, soprattutto, è giusto?
Il lato legale in due minuti
Premessa d’obbligo: non sono un avvocato. Il quadro europeo l’ho raccontato in dettaglio nell’articolo su ArtCraft, e vale anche qui: le funzioni di un programma, come “genera sottotitoli” o “rimuovi lo sfondo”, non si possono possedere con il diritto d’autore. Si protegge il codice, la grafica originale, il marchio.
Concat su questi fronti sembra tenersi a distanza: nome proprio, logo proprio, nessuna grafica di CapCut. Il nome CapCut compare solo per dire cosa sostituisce, l’uso descrittivo che in genere è consentito finché non crea confusione. Il dettaglio ironico è che Concat ha una politica sul marchio molto severa per sé: chi modifica il programma e lo ridistribuisce deve cambiargli nome. Il codice invece è libero con licenza AGPL: chiunque può copiarlo e migliorarlo, a patto di condividere a sua volta le modifiche.
Il lato morale: chi ha “rubato” a chi?
Qui la risposta non è netta, e chi te la vende netta ti sta intortando. Da un lato CapCut ha investito anni di sviluppo e ha insegnato a milioni di persone che montare un video non è roba da tecnici. Riprodurne l’esperienza gratis toglie valore a quel lavoro.
Dall’altro, CapCut è cresciuto proprio grazie al gratis, sostenuto da un colosso come ByteDance, e una volta diventato indispensabile ha alzato i prezzi più del doppio. È una strategia legittima, ma non può stupirsi se qualcuno risponde con le stesse armi. E l’open source ha sempre funzionato così: GIMP esiste perché Photoshop costava troppo, Kdenlive perché Premiere costava troppo.
Il rischio vero, per te, non è morale ma pratico: un progetto che vive di donazioni può fermarsi. La consolazione è che il codice è pubblico e già copiato centinaia di volte, quindi difficilmente sparirà nel nulla. La lezione è la stessa di ArtCraft: copiare un software è diventato economico, e gli abbonamenti dovranno giustificarsi con qualcosa di più di “lo usano tutti”.
Verdetto: chi dovrebbe provare Concat
- Monti su PC o Mac e paghi CapCut Pro: installa Concat oggi, provalo su un paio di progetti non urgenti e decidi alla scadenza dell’abbonamento. Se ti bastano tagli, sottotitoli, voce e scontorno, i conti sono presto fatti.
- Monti solo dal telefono: per ora non cambia niente. Tieni d’occhio la versione Android, ma non è ancora il momento.
- Il tuo stile si regge su suoni di tendenza e template: resta su CapCut, Concat non ha ancora una libreria.
- Ti incuriosisce l’IA che monta al posto tuo: Concat è uno dei pochi editor che un agente IA può pilotare direttamente. Vale la prova anche solo per capire dove sta andando il montaggio.
Concat non è ancora CapCut, e non lo sarà domani mattina. Ma per la prima volta l’alternativa a CapCut gratis non è un programma da ingegneri con quaranta finestre: è un’app che sembra fatta per chi monta Reel. E a te, quanto ti sta costando CapCut quest’anno?

